Investiamo i Vostri $oldi come se fossero i nostri!

Il Nostro obiettivo è quello di essere un riferimento per tutti coloro che hanno perso la fiducia nel mondo bancario.
Il Consulente Finanziario Indipendente è l'unica figura nel panorama finanziario italiano che, operando SENZA CONFLITTI D'INTERESSE, si colloca dalla parte di Risparmiatori, Liberi Professionisti, di Imprenditori e delle loro aziende, tutelando e salvaguardando i loro interessi da banche, promotori, posta e assicurazioni.
Operiamo sia nell'ambito degli INVESTIMENTI, scegliendo la loro migliore allocazione e gli strumenti meno costosi e più efficienti, sia nell'AREA CORPORATE, negoziando con le banche le linee di credito alle migliori condizioni
Nelle piccole realtà aziendali il nostro ruolo è quello di Direttore finanziario in outsourcing.

venerdì 3 febbraio 2012

UN GUADAGNO FACILE FACILE

Quando a novembre e dicembre su tutti i giornali e su molti blog di finanza si leggeva di possibile uscita dell'Italia dall'Area Euro e di spread Btp/bund ai massimi, i titoli di Stato italiani quotavano a prezzi veramente da saldo e presentavano di conseguenza rendimenti molto alti. Le cassandre parlavano di scenari apocalittici, autorevoli analisti e blogger italiani consigliavano di vendere tutto ciò che riguardasse l'Italia (sia azioni che titoli di Stato) e scappare all'estero. Proprio in quella fase, invece, a riprova che la teoria contrarian sui mercati spesso paga, lo Studio Andreoli & Taccuso ha fatto invece comprare ai suoi clienti, anche quelli più prudenti, una quota rilevante del Portafoglio in Cct e Btp. Ed il risultato lo vedete dal grafico qui a fianco. Trattasi del BTP 1/8/2017 cedola lorda del 5,25% annuo (cod. Isin IT0003242747); a fine novembre, prima dell'insediamento del Governo Monti, il Btp quotava poco più di 89, con un rendimento di oltre il 7%. In soli due mesi, grazie alla progressiva riduzione dello Spread Btp/Bund ed alla massicce iniezioni di liquidità della Bce, il titolo è rimbalzato sino ai 103 dei giorni nostri, con una performance del 16,50% assoluta. Non male, in soli due mesi si è fatta la performance di tutto l'anno, ed ora, volendo, si può anche prendere profitto, riducendo l'esposizione ed attendere le evoluzioni dei mercati. Ecco un esempio concreto di come si può operare con serenità sui mercati, consigliando ai propri clienti esclusivamente ciò che è nel loro interesse.
Capita cosi' anche a Voi con il consulente della Vostra banca?

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

mercoledì 1 febbraio 2012

L'IMPEGNO E LA PASSIONE FANNO LA DIFFERENZA

Quando mi contattò per la prima volta a fine novembre dello scorso anno, il Sig. M.R. (per motivi di privacy scriverò solo le iniziali) doveva investire circa 100mila euro. Era una somma riveniente da un'eredità di un parente defunto che M.R. non aveva ancora deciso come investire. "Mi sono recato alla mia banca, raccontò, ma la persona che era allo sportello non sembrava tanto interessato a me ed alle mie esigenze finanziarie, sembrava più ingolosito dalla possibilità di vendere facilmente qualche prodotto come da catalogo".
M.R. aveva letto qualche mio articolo sull'inserto Plus del Sole 24 Ore e si mostrò interessato alla mia professione, così mi fece qualche domanda: "ma lei è davvero indipendente e fa solo gli interessi dei suoi clienti? E' vero che mi fa risparmiare soldi?"
Ottenute le risposte che andava cercando, a dicembre venne da me con la lista di quello che la sua banca gli aveva proposto: una polizza Unit Linked con caricamenti del 8%, obbligazioni non quotate della casa a sei anni e piani di accumulo in fondi, piuttosto scarsi, sempre della Banca.
Mi chiese: "cosa ne pensa della proposta che mi hanno fatto?"
La mia risposta fu: "Io non farei proprio nulla di quello che le hanno proposto". L'avevo immaginato, mi disse: "cosa ne dice di cominciare a seguire anche me?" Per farvela breve da li' partì la nostra collaborazione ed a ieri, 31 gennaio, dopo un mese il suo portafoglio è di 118.250 euro. Avete capito bene: oltre il 18% mensile!!
Volete sapere come? Inserendo una selezioni di azioni italiane (banche e società small cap), titoli di stato, Etf ed Etc, tutti strumenti semplici e quotati che le banche non propongono perchè non li fanno guadagnare abbastanza! Per loro è meglio collocare, in netto conflitto d'interessi, prodotti molto più opachi ed inefficienti che ingessano il Portafoglio e vincolano i clienti per anni!
Nel nostro caso, il mese è andato meglio di ogni aspettativa e non abbiamo l'illusione di fare sempre performance tanto brillanti, ma la scelta oculata degli strumenti giusti, passione e dedizione per il nostro lavoro e la giusta focalizzazione ci ha consentito di fare la differenza.
Perchè come sapete, in Banca non si stampano soldi e sui mercati finanziari avviene soltanto un passaggio di ricchezza da quello che viene definito in modo poco carino "parco buoi" alle mani forti.
E la storia si ripete regolarmente.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

giovedì 26 gennaio 2012

CONSULENZA, UN TERMINE ABUSATO!

In ambito finanziario il termine Consulenza è sicuramente tra i più usati, peccato che nella maggior parte dei casi se ne faccia un utilizzo improprio, soprattutto in riferimento ai soggetti che la erogano. Vediamo pertanto di fare un pò di chiarezza.
La consulenza finanziaria ha per oggetto la pianificazione ed il monitoraggio di obiettivi e risorse finanziarie di un soggetto, che, non essendo in possesso di adeguate competenze e professionalità, si rivolge ad un professionista del settore, il consulente finanziario.
L'attività di consulenza entra nel merito delle singole questioni economiche finanziarie, valutando le possibili scelte di investimento e/o di finanziamento ed il relativo effetto sull'equilibrio finanziario generale del soggetto economico.

Con l'attuazione della Direttiva Mifid, l'investitore italiano può scegliere di affidare i suoi risparmi a   nuove figure nel mondo finanziario: le Sim (società di intermedizione mobiliare) ed il Consulente Finanziario. Questi due soggetti sono in grado di assistere gli investitori nella scelta di soluzioni ottimali ed adeguate, proteggendoli dai consigli viziati da conflitto d'interesse, tipici delle attività di vendita di banche e reti di promotori.

Sono sempre di più, infatti, coloro che hanno capito che è meglio fidarsi di un libero professionista, dotato del requisito di indipendenza e pagato a parcella per lavorare esclusivamente nel loro interesse, piuttosto che farsi consigliare, solo apparentemente gratis, da chi offre prodotti poco trasparenti. Ecco quindi che è fondamentale distinguere tra le varie figure presenti sul mercato, ossia Promotori Finanziari, Intermediari Assicurativi, Agenti in attività finanziarie, Mediatori creditizi, Impiegati bancari e postali. Ognuna di queste ha una propria dignità e specificità, ma svolge comunque attività differenti.

Fare consulenza significa consigliare e non vuol dire vendere.
Normalmente la maggior parte dei risparmiatori, anche per motivi di praticità, va nella banca sottocasa, oppure dove c'è l'amico, il parente o il conoscente. Se fino a qualche anno fa questa poteva essere una scelta valida, negli ultimi anni i frequenti turnover di personale e le forti pressioni commerciali l'hanno fatta diventare spesso molto penalizzante.
Oggi, purtroppo, i bancari sono costantemente pressati e vessati dalle loro Direzioni Commerciali o dal Capo Area di turno per fare il budget e collocare prodotti opachi come le polizze finanziarie, le famigerate Unit e Index Linked, le obbligazioni della casa, che rendono sempre meno di un titolo di stato di pari scadenza, pur essendo più rischiose, oppure i fondi comuni e le gestioni patrimoniali che hanno costi altissimi e penalizzanti  rispetto ai più semplici e trasparenti Etf.
Per non parlare di quello che viene proposto dalla Posta, dove gli addetti sono stati riqualificati rispetto alle loro mansioni originarie con un corso full immersion di un paio di giorni, per vendere ai malcapitati clienti vere e proprie schifezze.
In tutti questi casi appare evidente che parlare di consulenza sia veramente improprio, in quanto si tratta di mera vendita di prodotti.

Probabilmente in Italia non c'è ancora la mentalità e l'abitudine di pagare un professionista per far curare i propri interessi finanziari, come invece si fa in altri ambiti (avvocato, notaio o commercialista). Tuttavia è fondamentale precisare che l'intervento di un Consulente Finanziario Indipendente rappresenta sempre per il cliente un notevole risparmio, rispetto al costo occulto che viene sostenuto per sottoscrivere e mantenere in portafoglio prodotti opachi ed inefficienti.

Basti ricordare le tristi vicende legate ai Bond Cirio, Parmalat, all'Argentina, al My Way ed al For You e le polizze index con sottostante le banche islandesi o le Lehman.
E che dire dei fondi tecnologici venduti in piena bolla speculativa all'inizio del Duemila a tutti coloro che si presentavano agli sportelli delle banche?
Negli ultimi dieci anni la ricchezza degli italiani è stata distrutta da scandali finanziari e da cattiva consulenza, oggi i risparmiatori hanno una possibilità di scelta in più......

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

lunedì 23 gennaio 2012

SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO.......

E come spesso accade in Borsa, la teoria contrarian paga! Dopo che le agenzie di rating hanno declassato l'Italia e la maggior parte dei paesi europei, tra cui la Francia che ha perso la tripla A, dopo le dichiarazioni di Draghi che ha evidenziato la delicata situazione dell'Area Euro, i listini azionari hanno messo a segno rialzi molto interessanti. Con la seduta odierna il Ftse Mib sale del 5,42% da inizio anno, da segnalare la performance di oggi di Mps (+14%) e di Unicredit (+10%); sui mercati esteri il Dax sale di oltre il 9% e il Dow Jones di quasi il 4%.
Non male considerando che il 2012, secondo la maggior parte degli analisti, dovrebbe essere un anno molto negativo! E se stessero sbagliando nello stesso modo con cui a fine 2010 avevano pronosticato un 2011 brillante? Lasciamo ad altri il ruolo di guru o di oracoli, anche se spesso l'idea di aver a che fare con semplici ciarlatani è forte! Il nostro compito è quello di seguire i mercati e le indicazioni che quotidianamente essi ci forniscono. E i segnali molto importanti che notiamo negli ultimi giorni sono tre: un graduale e costante calo dello spread Btp/Bund, attualmente a 4,14%, un calo dell'indice di volatilità Vix sotto ai 20 punti, ed una partenza d'anno brillante sulle Borse Emergenti, Cina in particolare. Tutti elementi che depongono a favore di un rialzo dei mercati azionari e del prezzo dei nostri titoli di Stato. I nostri portafogli, che dalla fine dello scorso anno sono in sovrappeso di entrambi, ne stanno decisamente beneficiando, con performance già in doppia cifra! Decisamente interessanti le performance messe a segno da diversi titoli azionari italiani che sono stati da noi recentemente inseriti, cosi' come l'apporto dato da alcuni fondi accuramente selezionati.
Con questo non abbiamo di certo l'illusione che il 2012 sarà facile; crediamo tuttavia che, almeno per il primo trimestre, anche in seguito alle forti iniezioni di liquidità delle autorità monetarie, i mercati si possano mantenere positivi. Sarà fondamentale, comunque, mantenere la massima attenzione e l'occhio sempre attento e vigile!
Intanto l'inizio, per noi ed i nostri clienti, è senza dubbio incoraggiante!


Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

domenica 15 gennaio 2012

INVESTIRE A CAPITALE GARANTITO

In questo weekend riporto con piacere il mio contributo derivante dalla collaborazione che lo Studio Andreoli & Taccuso ha con l'Inserto Plus del Sole 24 Ore. A pagina 10, nell'articolo dal titolo "Sostituire l'auto grazie al Btpi", si parla delle opportunità che si presentano sui mercati in relazione alle forti discese dei titoli di Stato ed ai conseguenti rialzi dei rendimenti. L'obiettivo di costituire un capitale a fini previdenziali, per gli studi dei figli, per l'acquisto di un immobile o per la sostituzione di un auto, può essere centrato con i BTPI, i cugini dei Buoni del Tesoro Poliennali ma indicizzati all'inflazione. Ad esempio il Btpi 2,10% scadenza 15/09/2021 (cod. Isin IT0004604671) presenta lo svantaggio di una più alta volatilità, indotta dalla bassa cedola, rispetto ad un titolo analogo di pari scadenza, ma offre anche indubbi vantaggi.
Tra questi quello di mantenere il potere di acquisto del capitale, in quanto legato all'inflazione, il fatto di essere uno strumento idoneo per un piano d'accumulo a lungo termine e, infine, di essere utilizzato per una gestione a capitale garantito. Relativamente a quest'ultimo aspetto, sfruttando le attuali basse quotazioni, di molto sotto la pari, il Btpi 2021 quota intorno a 76  (con un rendimento minimo a scadenza del 7,86%), è possibile costruire un portafoglio che preveda per tre quarti della somma investita il Btpi sopraelencato e per il restante quarto uno strumento azionario (come per esempio un Etf legato all'indice Msci World). Cosi' facendo, a scadenza del titolo, il solo Btpi avrà raggiunto, al lordo delle imposte, il capitale investito in partenza, mentre la performance della parte azionaria darà ulteriore valore aggiunto all'investimento. Da evidenziare inoltre che il Btpi garantisce flussi cedolari semestrali costanti (2,10% annuo) che potrebbero essere man mano reinvestiti.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

mercoledì 11 gennaio 2012

AUMENTO DI CAPITALE UNICREDIT, ISTRUZIONI PER L'USO

A beneficio dei numerosi lettori che ci hanno scritto, vediamo di riepilogare le varie opzioni che hanno gli azionisti Unicredit riguardo all'aumento di capitale. 
Innanzitutto va precisato che con questa operazione viene richiesto sostanzialmente agli azionisti di mettere mano al proprio portafoglio.
L'aumento è partito lunedi' 9 gennaio ed ogni azionista ha caricato nel proprio dossier titoli un numero di diritti pari alle azioni Unicredit possedute alla chiusura del 6 gennaio.
Ogni diritto dà la possibilità di sottoscrivere due nuove azioni al prezzo di 1,943 euro per azione. A questo punto si aprono alcune possibilità:
  1. Utilizzare i diritti per sottoscrivere le nuove azioni (quindi se avevo 500 azioni, avrò 500 diritti, con i quali potrò sottoscrivere 1.000 azioni, spendendo complessivamente 1.943 euro); 
  2. vendere i diritti, caricati nel dossier titoli, direttamente in Borsa come un normale titolo quotato e mantenere il numero di azioni originario; in questi primi 3 giorni i diritti hanno avuto un andamento molto volatile; dopo un crollo il primo giorno in cui da un massimo di 1,295 si è chiuso ad un valore di 0,47 (calo del 63%), ieri i diritti hanno aperto a 0,57 per terminare la seduta a 0,85 (+80%) ed oggi hanno chiuso ad 1,16 (+36%); come si vede è possibile, con le dovute cautele, speculare sui diritti stessi;
  3. Prima opzione intermedia, per cosi dire: vendo una parte dei diritti ed aderisco all'aumento di capitale per i diritti restanti;
  4. Vendere le azioni Unicredit possedute prima dell'aumento di capitale ed aderire all'aumento di capitale in base ai diritti posseduti, limitando l'esborso complessivo.
I diritti saranno quotati sino al 20 gennaio e le nuove azioni sottoscritte avranno valuta di pagamento 27 gennaio.  Essendo un'operazione particolarmente onerosa in rapporto al numero di azioni possedute (la ricapitalizzazione complessiva di Unicredit è di 7,5 miliardi di euro), il non aderire significa per un'azionista diluire in valore assoluto il controvalore investito sul titolo; d'altro canto aderire significa, invece, aumentare il proprio impegno finanziario, ovviamente abbassando il proprio prezzo di carico.
Ormai è noto a tutti che il settore bancario italiano, dal punto di vista delle quotazioni di Borsa, sta soffrendo dal 2007 e nel caso di Unicredit il titolo, considerando i valori di prezzo rettificati, è passato dai 42,10 eur del 14 maggio 2007 ai 2,57 eur della chiusura di oggi (-93,89%)!!!
Non è facile fare previsioni sull'andamento futuro dei titoli bancari, va precisato che, al momento, non si vedono avvisaglie di improvvisi mutamenti in positivo del trend generale che, di medio e lungo termine, rimane improntato al ribasso. In assoluto non è facile dare consigli sul da farsi senza conoscere prima la situazione di ogni risparmiatore; è bene evidenziare che è del tutto sconsigliabile l'approccio "da casinò" di sbilanciarsi pesantemente sul titolo e sperare solamente che le cose cambino (potreste dover aspettare molto tempo, rimanendo ingessati con il vostro investimento e patire nel frattempo le pene dell'inferno!!!). Per chi si trovasse, invece, ad essere investito su Unicredit in maniera ridotta, rispetto ai propri investimenti complessivi, l'aderire all'aumento di capitale potrebbe rappresentare a breve, speculando sulle repentine variazioni di prezzo, oppure nel lungo termine, con un approccio  più conservativo, un'interessante opportunità, anche in considerazione del fatto che l'assetto societario di Unicredit potrebbe risultare sostanzialmente modificato in seguito alla ricapitalizzazione.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it



domenica 8 gennaio 2012

UTILI SUGGERIMENTI PER LIMITARE GLI ERRORI NEGLI INVESTIMENTI

Ad inizio anno un pò tutti siamo in vena di buoni propositi ed animati dalle migliori intenzioni; la cosa più difficile è dare continuità nel tempo a tali propositi. Questo accade anche in ambito finanziario, specialmente dopo anni, in particolare il 2011, di forte negatività.
Il DENARO non deve essere il fine della vita, ma un utile mezzo per avere una vita confortevole e ricca di soddisfazioni.
Per aiutare i lettori di questo blog, che non sono di certo i trader, ritengo utile elencare quelli che, in base alla mia esperienza, possono essere utili suggerimenti per limitare gli errori principali che vengono commessi dagli investitori meno esperti. Innanzitutto è bene precisare che non esistono regole universalmente valide sempre e per tutti in ogni fase di mercato, in quanto la loro bontà dipende strettamente dalla coerenza delle stesse con il carattere del singolo investitore, e anche dalle aspettative riguardo la sua vita. Bisogna ritagliarsi un METODO che sia adatto alla propria personalità, al tempo che ragionevolmente si può dedicare agli investimenti, al proprio grado di propensione al rischio e soprattutto bisogna applicarlo con costanza.
E' ormai ampiamente provato dalla finanza comportamentale che le emozioni ed il nostro atteggiamento nei confronti del denaro hanno un'importanza superiori alle stesse conoscenze e/o tecniche finanziarie. Come diceva infatti W.D. Gann, uno dei più grandi trader della storia, "la tecnica serve il 30% e non è difficile da imparare, il restante 70% dipende da noi e dalla nostra testa".  
Innanzitutto è fondamentale avere una STRATEGIA, cioè un programma d'investimento che tenga conto di fattori quali l'orizzonte temporale, il patrimonio da investire, la propensione al rischio, i bisogni e gli obiettivi di vita. Senza fissare questi paletti si è destinati irrimediabilmente a perdere soldi nel lungo e forse anche nel breve periodo.
Un altro punto importante è conoscere la propria TOLLERANZA AL RISCHIO. Non esistono investimenti finanziari totalmente privi di rischio, per cui è fondamentale capire a priori come impatta una potenziale perdita sia sul nostro portafoglio che sulla nostra emotività.
La DISCIPLINA  è un altro fattore indispensabile, in quanto consente di prendere decisioni su criteri oggettivi. Troppo spesso la mancanza di pianificazione e di disciplina portano a lasciarsi trasportare dall'emotività e dalle cattive notizie che spesso vengono ad alimentate ad arte da mass media e società di rating. L'euforia per un rialzo, il terrore che ci lascia dentro un forte ribasso, l'ansia per una possibile perdita, sono tutte emozioni che influenzano la nostra operatività e rischiano di portare a scelte irrazionali.
DIVERSIFICARE i propri capitali su mercati e strumenti diversi (azioni, obbligazioni, fondi e sicav, etf ed etc), evitando eccessive concentrazioni di capitale in un unico investimento o in un'unica area geografica. Molti investitori pensano di diversificare semplicemente investendo i propri capitali in banche diverse. Questa non è diversificazione, in quanto ormai è provato che le banche tendono a collocare indistintamente ai loro clienti gli stessi prodotti inefficienti e costosi. Cambiano i nomi dei prodotti, ma le caratteristiche sono quasi sempre le stesse.
Acquistare solo strumenti finanziari QUOTATI SU MERCATI UFFICIALI e smobilizzabili in qualsiasi momento, in cui esiste un prezzo espresso direttamente dal mercato e non dall'intermediario che li colloca speculando.
Investire il proprio denaro esclusivamente in STRUMENTI SEMPLICI e di facile comprensione. Sempre più spesso l'industria finanziaria ha creato prodotti finanziari complessi, il cui andamento è basato su calcoli estremamente astrusi, spesso al di fuori della portata della maggior parte degli investitori.
Non seguire le cosiddette DRITTE, ossia comprare titoli in seguito a suggerimenti o voci di corridoio, provenienti da amici, conoscenti, giornali, blog e forum vari; è molto probabile che il prezzo sia già scontato dal mercato, oppure che la "dritta" sia messa in giro ad arte per creare movimenti artificiosi di un titolo.
Last but non least, se non avete il tempo, le competenze o la voglia per dedicare tempo ai vostri sudati risparmi, fatevi seguire e consigliare da professionisti esperti, il cui interesse coincide con il vostro. Se andate dall'oste non potete pensare che vi dica che il suo vino non è buono....
e di vino scadente o andato a male in banca ce n'è parecchio.....

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

venerdì 6 gennaio 2012

E LA BEFANA RISERVA SOLO BIDONI, SPECIALMENTE PER GLI AZIONISTI UNICREDIT

Speravano in tanti che il giorno dell'Epifania potesse portare sollievo e soddisfazioni sui mercati finanziari, invece anche oggi è stata un'altra giornata negativa.  E mentre il famigerato spread Btp/Bund viaggia stabilmente sopra i 520 punti, il nostro indice principale, il Ftse Mib ha perso lo 0,82%, con i titoli bancari che sono stati ancora fortemente penalizzati. Unicredit, ancora la peggiore, ha perso oltre l'11%! E' impressionante il bilancio delle ultime sedute: in una sola settimana il titolo ha perso quasi il 40% della propria capitalizzazione! L'annunciato aumento di capitale che prenderà il via lunedi', e le voci provenienti dall'Ungheria, in cui Unicredit è la quinta banca del paese, hanno pesato negativamente sulla principale banca italiana, la cui quotazione è tornata addirittura ai livelli del 1992. Allora il titolo si chiamava ancora Credito Italiano e l'Iri ne era il maggior azionista.
Certamente fanno molto discutere le modalità dell'aumento di capitale e la tempistica con cui è stato annunciato. Soci forti, come Blackrock che deteneva il 4% di Unicredit, contando evidentemente anche su informazioni riservate, hanno ridotto velocemente, e forse anche preventivamente, il loro possesso azionario, con l'intento di riacquistare le azioni post aumento, lucrando sul forte sconto del 43%. Cosi' mentre le mani forti hanno pesantemente alleggerito, tutti i piccoli risparmiatori sono stati gravemente danneggiati e dovranno aspettare anni ed anni per ritornare, forse, in possesso del proprio capitale investito.
Non male per quella che secondo l'ex amministratore delegato Alessandro Profumo doveva diventare la miglior banca europea ed un modello da seguire per tutti.
Intanto i piccoli risparmiatori ringraziano, alla faccia della trasparenza!!

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

giovedì 5 gennaio 2012

NUOVO TONFO DEI BANCARI A PIAZZA AFFARI

Giornata pesantissima per i titoli bancari a Piazza Affari. A metà seduta nuovo tonfo di Unicredit che perde oltre il 10%, ma oggi le perdite sono pesanti anche su Monte Paschi (-5,53%), Intesa San Paolo (-5,69%) , Ubi (-5,60%), Banco Popolare (-6%) e Banca Popolare di Milano (-3,72%). L'indice generale perde il 2,70% e con questo calo il bilancio da inizio anno passa in negativo.
L'aumento di capitale di Unicredit, annunciato ieri, non fa altro che peggiorare il sentiment generale attorno alle banche italiane; gli investitori ed i risparmiatori sono sempre più delusi da un settore che da punto di riferimento, è diventato ormai qualcosa da guardare con sospetto e profonda diffidenza. Tutto ciò che viene proposto da diversi anni, dagli aumenti di capitale, all'emissione di obbligazione subordinate, alle polizze finanziarie, si rivela sempre più un clamoroso flop per tutti gli ignari risparmiatori che ripongono ancora fiducia in un sistema sempre più lontano dalle loro esigenze di trasparenza e sicurezza.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

mercoledì 4 gennaio 2012

AL VIA L'AUMENTO DI CAPITALE UNICREDIT

E' stato fissato a 1,943 euro per azione l'aumento di capitale di Unicredit, nel rapporto di opzione di due azioni ordinarie di nuova emissione per ogni azioni ordinaria o di risparmio posseduta.
Il prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni incorpora uno "sconto" del 43% rispetto al prezzo teorico "ex diritto" delle azioni ordinarie Unicredit.
L'aumento di capitale prenderà il via lunedi' prossimo e durerà sino al 20 gennaio.
Il mercato non ha di certo reagito bene all'annuncio: nel momento in cui stiamo scrivendo il titolo sta perdendo l' 8,93%. Se consideriamo che l'anno scorso il titolo aveva già perso oltre il 59%, non sembra certo che l'anno nasca sotto i migliori auspici per gli azionisti della principale banca italiana.
Se consideriamo che nel 2007 (vedi grafico allegato) il titolo valeva 10 volte il valore attuale, è facile capire la delusione di tutti gli azionisti che, al momento, non possono far altro che sperare in un profondo riassetto societario che dia una netta discontinuità col passato.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it 

domenica 1 gennaio 2012

PNL E 2012


Nell'augurare innanzitutto un buon anno a tutti, vorrei segnalarvi un bellissimo articolo http://www.pnlekis.com/pnl_e_2012  di Alessandro Mora, che ho avuto il piacere di conoscere lo scorso anno e con cui avrò il piacere di lavorare nel corso del 2012, in quanto frequenterò prima il Master di Pnl, per diventare successivamente Personal Coach, professione sicuramente stimolante che si sta affermando sempre di più anche in Italia (ovviamente senza tralasciare la mia professione principale di Consulente Finanziario Indipendente, con cui si sposa perfettamente). Nell'articolo si evidenzia quanto sia fondamentale l'atteggiamento mentale, in quanto ci permette di attingere alle nostre migliori risorse personali, per porre in essere comportamenti ed azioni efficaci, tali da migliorare i nostri risultati in ogni ambito della nostra vita, personale e professionale. Le persone si lamentano sempre (dei politici, delle banche, del datore di lavoro solo per citare i casi più comuni), usando termini negativi o dipingendo scenari da catastrofe,  ma poi concretamente fanno poco o nulla per cambiare la situazione! L'ambito finanziario, negli ultimi anni, è quello più nell'occhio del ciclone, la fiducia nelle banche è ai minimi termini, sia per quanto riguarda i privati ed i loro investimenti che per quanto riguarda gli imprenditori e le loro aziende. Sono pochi però quelli che vanno aldilà di lamentele generiche, senza cambiare radicalmente la gestione del proprio denaro. In questo contesto estremamente negativo per i risparmiatori, lo Studio Andreoli & Taccuso ha deciso di potenziare ulteriormente i propri Servizi e, dato che siamo ad inizio anno, ci sembra l'occasione migliore per illustrarli. Accanto al Portafoglio Completo, in cui vengono utilizzati tutti gli strumenti più efficienti che le banche non propongono quasi mai, anche per scarsa competenza, come Azioni, Obbligazioni, Etf, Etc ed i migliori fondi, per il 2012 abbiamo moltiplicato i nostri sforzi, approntando anche delle linee specializzate. Cosi' abbiamo un Portafoglio Azionario Italia in cui verranno inserite le azioni delle migliori società da un punto di vista finanziario e reddituale, scegliendole anche in base ai settori con le migliori prospettive di crescita. Lo stesso dicasi per il Portafoglio Azionario Europa, composto da titoli dell'Eurostoxx 600 e dal Portafoglio Azionario Usa, costituito da titoli che compongono lo S&P 100. Estremamente interessante è il Portafoglio Etf, che permette, anche con cifre relativamente modeste, di ottenere un'ottima diversificazione, scegliendo tra i migliori Etf in circolazione, sia azionari che obbligazionari. Stanno inoltre riscuotendo notevole successo sia il Portafoglio Obbligazionario Euro, composto da obbligazioni dei vari paesi dell'Area Euro, sia governativi che Corporate, che il Portafoglio Bond in valute extraeuro; la crisi dell'euro ha infatti indotto molti risparmiatori a dirottare parte dei propri risparmi in titoli espressi in valute extraeuro, quali il dollaro canadese, australiano e neozelandese, piuttosto che in corone norvegesi, svedesi e danesi. Infine abbiamo il Portafoglio Materie Prime in cui quest'anno hanno primeggiato Oro e Petrolio, ma che è composto anche dagli altri metalli preziosi, nonchè da materie prime agricole ed industriali.
Come dice il buon Alle Mora non basta sperare che le cose vadano meglio, bisogna pensare a come nello specifico vogliamo che vadano e cosa possiamo fare personalmente  per farle andare in quel modo. Cosi' nella Finanza non possiamo solo sperare che la Borsa salga e che lo spread Bund/Btp si riduca; dobbiamo essere duttili e flessibili per utilizzare tutti gli strumenti disponibili e cavalcare tutte le condizioni di mercato.
Buon 2012!

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it



giovedì 29 dicembre 2011

PORTAFOGLIO TITOLI AZIONARI USA

I mercati Americani saranno gli unici, tra i principali listini azionari, a chiudere il 2011 praticamente invariati, a differenza di tutti le altre Borse che invece chiuderanno l'anno in negativo. Lo Studio Andreoli & Taccuso ha ritenuto pertanto strategico approntare per il 2012 un nuovo Portafoglio composto da titoli dell'Sp 500, scelti in base a criteri di:
- situazione patrimoniale e finanziaria;
- redditività ed efficienza gestionale;
- indicatori di crescita ed area di business;
- indicatori di analisi tecnica
Il Portafoglio sarà composto da circa 15 titoli, differenziati anche per comparti settoriali e verrà rivisto mensilmente per cogliere le migliori opportunità presenti a Wall Street.
Un ulteriore importante sforzo per dare ancora maggior valore, efficienza e qualità al Servizio offerto ai nostri clienti in periodi che si presenteranno particolarmente sfidanti.

Fabrizio Taccuso - Studio Andreoli & Taccuso - Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it